Come inizia questo sogno!

Come inizia questo sogno!

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Emily Dickinson ( Poesie sparse)

Per fare un prato occorrono un trifoglio ed un’ape
Un trifoglio ed un’ape
E il sogno.
Il sogno può bastare
Se le api sono poche.

 


 

Grandi vie di silenzio conducevano

A paesi di calma.

Non vi erano notizie né discordie

Né universo né leggi.

Gli orologi dicevano il mattino

E campane lontane chiamavano la notte,

Ma il tempo qui non aveva più base,

Era svanita ogni misura.

 

È la mia lettera al mondo

Che mai non scrisse a me

Semplici annunzi che dà la Natura

Con tenera maestà.

Il suo messaggio è consegnato a mani

Per me invisibili.

Per amor suo, miei dolci compaesani,

Benignamente giudicatemi!
 


 

L’erba ha poco da fare

Sfera d’umile verde

Per allevare farfalle

E trastullare api.

Muoversi tutto il giorno

A melodie di brezza,

Tenere in grembo il sole

Ed inchinarsi a tutto.

Infilare rugiada

La notte come perle,

E farsi così bella

Da offuscare duchesse.

Quando muore, svanire

In odori divini

Come dormienti spezie

E amuleti di pino.

Ed abitando nei granai sovrani

I suoi giorni trascorrere nel sogno.

L’erba ha poco da fare

Ed io vorrei esser fieno!

Emily Dickinson ( Poesie sparse)

 

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In un viaggio folle con te

E’ sera, sopra le stelle del cielo
e davanti a me curve d’amore della tua bellezza,
sono sbronzo dei tuoi occhi
dai quali assaporo un liquor d’amore
mai stillato che mi trascina
in un viaggio folle con te;
sono ubriaco delle tue mani
che mi toccano leggere
come rose che lasciano cadere
sulla mia carne petali profumati;
è leggera farfalla la tua bocca
che  fa vibrar le ali sulla mia pelle
sino a planare nel mio cuore,
così inizio a stringerti tra le mie braccia
ed ogni bacio sui tuoi seni vestiti di luna
è un sospiro infinito che ci avvolge
e attraversa i nostri corpi.

Baldo  Bruno

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Sfiorami

Rapisci il mio corpo con le tue mani
e raccogli i miei sospiri portandoli sulla tua pelle,
rapisci i miei baci e vestiti di desideri
io mi perderò tra i tuoi seni
sino a  rabbrividire sulla tua bocca;
anche le mie parole arriveranno al tuo cuore
col calore tremante del mio corpo,
sfiorami
anche con gli occhi alla deriva su di me
col sorriso caldo dell’alba
a dipingere il mio piacere,
saziami
desiderandomi come dea innamorata
che mi fa entrare nei veli della sua passione.

Baldo  Bruno
 

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Ti amai

Ti amai, anche se forse
ancora non è spento del
tutto l’amore.
Ma se per te non è più tormento
voglio che nulla ti addolori.
Senza speranza, geloso,
ti ho amata nel silenzio e soffrivo,
teneramente ti ho amata come
-Dio voglia- un altro possa amarti.

***

"Io vi ho amata: e ancora forse l’amore
Nell’anima del tutto non ho spento;
Ma che esso non sia per voi tormento;
Non voglio che alcunche’ vi dia tristezza.
Io vi ho amata in silenzio, senza speranza,
Di timidezza soffrendo, di gelosia;
io vi ho amata davvero, e cosi’ teneramente
Come Dio vi conceda d’essere amata da un altro."

Aleksandr Puskin

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Nei fiumi a nord del futuro

Nei fiumi a nord del futuro
io lancio la rete che tu
esitante aggravi
con ombre scritte
da pietre.

Paul  Celan

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Il tuffatore

Di te amo le lunghe gambe,
puerili, lente,
aste tenere
soavi
che per spirali adolescenti salgono
infinite,
esatto tocco e fremito.
Di te amo le braccia
giovani,
che abbracciano fidenti
il mio squilibrio,
mani disvelate,
mani moltiplicanti
che accompagnano in fretta il mio incupito nuoto.
Amo il tuo grembo pieno d’ombra,
onda lenta e solinga,
dove si va facendo esausto il mare,
dove affondare sino a rompermi il cuore,
e di amore affogare
e piangere.
Di te amo i grandi occhi,
dove sondo la voragine buia della mia ansia,
per scoprire negli arcani
sotto l’oceano oceani.
Di te amo più di quanto riescano a dire
la mia parola
e la mia tristezza.

Vinicius De Moraes

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Dormi dunque

Dormi dunque
e il mio occhio rimarrà aperto
la pioggia colmò la brocca
noi la vuotammo
la notte germinerà un cuore
il cuore un breve stelo
ma per mietere è troppo tardi
falciatrice.

Vento notturno
così candidi sono i tuoi capelli
candido ciò che mi resta
candido ciò che perdo
ella conta le ore e io conto gli anni
noi bevemmo pioggia
pioggia, bevemmo.

Paul Celan

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Tu verrai comunque (ANNA ACHMATOVA)

 

Tu verrai comunque
perché dunque non ora?
Ti attendo
sono sfinita
Ho spento il lume e aperto l’uscio
a te, così semplice e prodigiosa.
Prendi per questo l’aspetto che più ti aggrada
irrompi come una palla avvelenata
o insinuati furtiva come un freddo bandito
o intossicami col delirio del tifo
o con una storiella da te inventata
e nota a tutti fino alla nausea
che io veda la punta di un berretto turchino
e il capopalazzo pallido di paura.
Ora per me tutto è uguale
turbina lo Enisej
risplende la stella polare
e annebbia un ultimo terrore
l’azzurro bagliore di occhi addolorati.

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Ed è subito sera

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo

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